Gioventù francecsana 
di Copertino
 

Home Comunità locali Appuntamenti 2008 S. Giuseppe da Cop. S. Francesco Fasani Custodia Venezuela Clarisse Urbaniste Suore di Gesù Crocifisso Storia delle GMG Centenari francescani Liturgia del giorno Archivio notizie
 

 

 

WYD08 HOME


 

     
Storia delle GMG Significato delle GMG

Croce delle GMG

Storia delle GMG

Le GMG sono nate da un’intuizione di Giovanni Paolo II nell’anno santo della Redenzione (domenica delle Palme 1984), manifestando l’attenzione privilegiata che la Chiesa nutre nei confronti di tutti i giovani. Il Papa ricordava durante l’VIIIa GMG a Czestochowa: « I giovani contano molto, la loro vita è incalcolabilmente preziosa per la vita della Chiesa». E ancora in un successivo incontro con i giovani, il Pontefice affermava: «La Chiesa ha tante cose da dire ai giovani e i giovani hanno tante cose da dire alla Chiesa».
La GMG è quindi una giornata della Chiesa per i giovani e con i giovani. Non è una cosa che riguarda solo i giovani ma tutta la comunità, adulti compresi.
La sua proposta non si pone in alternativa alla pastorale giovanile svolta ordinariamente, non è neppure la formula magica che risolve tutti i problemi. La pastorale giovanile si fa giorno per giorno, settimana per settimana nelle parrocchie e nei gruppi con l’accompagnamento personale. La GMG è l’aspetto celebrativo, visibile di tutto il lavoro, nascosto e tante volte faticoso, che si fa ordinariamente.

La finalità principale delle GMG è riportare al centro della fede e della vita di ogni giovane la persona di Gesù. Ogni GMG diventa momento di sosta per riflettere sul proprio rapporto con Gesù e occasioni per i giovani di formarsi e proclamare con gioia la loro fede.
Come la GMG raggiunge questa finalità? Attraverso le tre componenti fondamentali che determinano anche la struttura di ogni GMG:

- un annuncio del Signore Gesù, la Parola; questo si realizza con le catechesi;

- uno stare insieme, essere, sentire, vedere, sperimentare la Chiesa; ciò si concretizza nell’accoglienza, negli incontri, negli scambi, nelle celebrazioni.

Vai all'inizio

 

Significato delle GMG

Nel maggio 1996 si è tenuto a Czestochowa un convegno per fare revisione e riflessione sulle giornate mondiali straordinarie. Erano presenti i responsabili della preparazione e svolgimento della prima giornata di Roma nell'Anno Santo 1983-84 e del successivo Anno della Gioventù, di Buenos Aires (1987), di Santiago de Compostela (1989), di Czestochowa (1991), di Denver (1993), di Manila (1995). Il Santo Padre in tale occasione ha inviato una lettera al Card. E. Pironio su tale tema.

Lettera di Giovanni Paolo II al card. E. Pironio
1. Ho appreso con piacere che il Pontificio Consiglio per i Laici ha organizzato presso il Santuario di Jasna Gora, a Czestochowa, un Seminario di Studio sulle Giornate Mondiali della Gioventù.
Mentre mi compiaccio vivamente per questa opportuna iniziativa, non voglio far mancare ai partecipanti una parola di incoraggiamento, insieme con l'espressione del mio grato apprezzamento per quanto hanno fatto a favore dei giovani di tutto il mondo.
Innanzitutto, come non rendere grazie a Dio per i numerosi frutti, a diversi livelli, prodotti dalle Giornate Mondiali della Gioventù) Dal primo raduno, tenutosi in Piazza San Pietro la Domenica delle Palme 1986, si è avviata una tradizione che vede alternarsi, di anno in anno, un appuntamento mondiale ed uno diocesano, quasi a sottolineare l'indispensabile dinamismo dell'impegno apostolico dei giovani, nella duplice dimensione locale ed universale.
Le Giornate, infatti accogliendo un'iniziativa partita dai giovani stessi, sono nate dal desiderio di offrire loro significativi "momenti di sosta" nel costante pellegrinaggio della fede, che si alimenta anche mediante l'incontro con i coetanei di altri Paesi ed il confronto fra le rispettive esperienze.
Finalità principale delle Giornate è di riportare al centro della fede e della vita di ogni giovane la persona di Gesù, perché ne diventi costante punto di riferimento e perché sia anche la vera luce di ogni iniziativa e di ogni impegno educativo verso le nuove generazioni. E' il "ritornello" di ogni Giornata Mondiale. E tutte insieme, nell'arco di questo decennio, appaiono come un continuo e pressante invito a fondare la vita e la fede sulla roccia che è Cristo.
2. I giovani sono così periodicamente chiamati a farsi pellegrini per le strade del mondo. In essi la Chiesa vede se stessa e la sua missione fra gli uomini; con loro accoglie le sfide del futuro, consapevole che l'intera umanità ha bisogno di una rinnovata giovinezza dello spirito. Questo pellegrinaggio del popolo giovane costruisce ponti di fraternità e di speranza tra i continenti, i popoli e le culture. E' un cammino sempre in atto. Come la vita. Come la giovinezza.
Col passare degli anni, le Giornate Mondiali della Gioventù hanno confermato di non essere riti convenzionali, ma eventi provvidenziali, occasioni per i giovani di professare e proclamare con crescente gioia la fede in Cristo. Ritrovandosi, essi possono interrogarsi insieme sulle aspirazioni più intime, sperimentare la comunione con la Chiesa, impegnarsi nell'urgente compito della nuova evangelizzazione. In tal modo si danno la mano, formando un immenso cerchio di amicizia, congiungendo i colori della pelle e delle bandiere nazionali, la varietà delle culture e delle esperienze, nell'adesione di fede la Signore Risorto.
3. La Giornata Mondiale della Gioventù costituisce la giornata della Chiesa per i giovani e con i giovani. La sua proposta non si pone in alternativa della pastorale giovanile svolta ordinariamente, spesso con grande sacrificio e abnegazione. Essa vuole piuttosto rinsaldarla offrendole nuovi stimoli d'impegno, mete sempre più coinvolgenti e partecipate. Puntando a suscitare crescente fervore nell'azione apostolica tra i giovani, non vuole certo isolarlo dal resto della comunità, bensì renderli protagonisti di un apostolato che contagi le altre età e situazioni di vita nell'ambito della nuova "evangelizzazione".
I vari momenti in cui si articola una Giornata Mondiale costituiscono nel loro insieme una sorta di vasta catechesi, un annuncio del cammino di conversione a Cristo, a partire dalle esperienze e dagli interrogativi profondi della vita quotidiana dei destinatari. la Parola di Dio ne è il centro, la riflessione catechistica lo strumento, la preghiera l'alimento, la comunicazione e il dialogo lo stile.
Da una Giornata Mondiale il giovane può trarre una forte esperienza di fede e di comunione, che lo aiuterà ad affrontare le domande profonde dell'esistenza e ad assumere responsabilmente il proprio posto nella società e nella comunità ecclesiale.
4. Nel corso degli indimenticabili Incontri mondiali, l'amore gioioso e spontaneo dei giovani verso Dio e verso la Chiesa mi ha spesso commosso. Essi hanno raccontato storie di sofferenze per il Vangelo, di ostacoli apparentemente insormontabili superati con l'aiuto divino; hanno parlato della loro angoscia di fronte ad un mondo tormentato dalla disperazione, dal cinismo dai conflitti. Dopo ogni Incontro, ho sentito più vivo il bisogno di lodare Dio che rivela ai giovani i segreti del suo Regno (cfr Mt. 11,25).
L'esperienza delle Giornate Mondiali invita tutti noi, Pastori ed operatori della pastorale, a riflettere costantemente sul nostro ministero in mezzo ai giovani e sulla responsabilità che abbiamo di presentare loro la verità piena su Cristo e sulla sua Chiesa.
Come non leggere nella loro partecipazione massiccia, disponibile ed entusiasta la costante richiesta di essere accompagnati nel pellegrinaggio di fede, nel viaggio che compiono in risposta alla grazia di Dio operante nei loro cuori?

Essi si rivolgono a noi perché li conduciamo a Cristo che, solo, ha parole di vita eterna (cfr. Gv. 6,68). Ascoltare i giovani e insegnare loro richiede attenzione, tempo e sapienza. La pastorale giovanile costituisce una delle priorità della Chiesa alle soglie del terzo millennio.
Con il loro entusiasmo e la loro esuberante energia, i giovani chiedono di essere incoraggiati a diventare "protagonisti dell'evangelizzazione e artefici del rinnovamento sociale" (Christifideles laici, 46). In tal modo i giovani, nei quali la Chiesa riconosce la sua stessa giovinezza di Sposa di Cristo (cfr Ef 5,22-33), non solo vengono evangelizzati, ma diventano essi stessi evangelizzatori che portano il Vangelo ai loro coetanei, compresi quanti sono estranei alla Chiesa e non hanno ancora udito la Buona Novella.
5. mentre esorto tutti i responsabili della pastorale giovanile a valersi con sempre maggiore generosità e creatività a valersi con sempre maggiore generosità e creatività delle Giornate Mondiali della Gioventù come evento che, inserito nel normale percorso di educazione alla fede, diventi manifestazione privilegiata dell'attenzione e della fiducia che la Chiesa tutta nutre verso le giovani generazioni, auspico che l'incontro di Czestochowa aiuti e stimoli la riflessione dei partecipanti per trovare vie sempre nuove ed efficaci nella proposizione della fede ai giovani.
Affidando alla potente intercessione della Vergine di Jasna Gora, Madre dei giovani, i lavori del Seminario di studio, imparto di gran cuore a Lei, Signor Cardinale, ai Collaboratori, ai partecipanti e a quanti essi rappresentano e portano nel cuore una speciale Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 8 maggio 1996.
Johannes Paulus II Vai all'inizio

 

 

La Croce delle GMG


Il Santo Padre durante il giubileo della Redenzione nel 1984 ha affidato ai giovani una Croce, perchè, come simbolo fondamentale della fede a cui guardare, fosse portata nel mondo.
Ecco le parole del Papa incise sulla Croce stessa:
<<Carissimi giovani, alla fine dell'Anno Santo, io vi affido il segno stesso di questo Anno Giubilare la "Croce di Cristo"! Portatela nel mondo come segno dell'amore del Signore Gesù per l'umanità e annunciare a tutti che non vi è salvezza e redenzione che nell Croce di Cristo morto e risuscitato>>. (22.4.1984)
Le grazie che accompagnano la Croce ovunque vada sono immense e noi non ne conosciamo tuttavia che una minima parte.
Ovunque arrivi la Croce è ricevuta con serietà e onore, come un dono che il Signore fa alla Chiesa e ai giovani attraverso il ministero del Santo Padre.
In questi due anni è stata accolta in tutte le diocesi di Italia, nelle associazioni, nei movimenti, è stata portata in tutti i luoghi della vita degli uomini, nei "non luoghi" dove spesso i giovani sono "costretti" a vivere: stazioni, discoteche, supermercati, carceri, strade.... perchè fosse invito a far crescere relazioni più umane, a trasformare il mondo e la società in una terra ospitale.
La Croce dell' Anno Santo ha preso il suo posto nella vita della Chiesa. E' assai impressionante vedere con quale semplicità i giovani danno ovunque una testimonianza pubblica della loro fede nell'accoglierla. Essi non esitano a venerarla e portarla davanti a tutti.
Ma tutto ciò non è che l'esterno. Le grazie interiori donate attraverso la Croce sono più impressionanti. Molti giovani hanno testimoniato di essere stati toccati dalla presenza della Croce e tanti hanno detto di aver compreso una dimensione della Redenzione che fino a quel momento era stata per loro estranea.
Molti hanno detto che questo amore di Cristo, manifestato fino all'estremo, aveva dato loro il coraggio di andare più lontano e di prendere importanti decisioni per la loro vita cristiana. Sono numerosi quelli che si impegnano a pregare dieci muniti tutti i giorni, a partecipare alla Messa tutte le settimane e a confessarsi tutti i mesi quando noi glielo proponiamo. hanno potuto prendere queste decisioni grazie alla loro preghiera davanti alla Croce. Il Papa aveva voluto che la Croce fosse un segno dell'amore del Signore per i giovani del mondo intero e noi possiamo testimoniare che è stato realmente così.

 

Vai all'inizio

Home Comunità locali Appuntamenti 2008 S. Giuseppe da Cop. S. Francesco Fasani Custodia Venezuela Clarisse Urbaniste Suore di Gesù Crocifisso Storia delle GMG Centenari francescani Liturgia del giorno Archivio notizie

Webmaster: Vincenzo Nobile
Ultimo aggiornamento: 11-03-08.
 

 

 

Sito ufficiale della Provincia religiosa dei Frati minori conventuali di Puglia - 2007