Gioventù francecsana 
di Copertino

I Santuari di Copertino

Notizie storiche sul Santuario S. Giuseppe da C.
Notizie storiche sul Santuario
della Grottella
Preghiera alla "Mamma nostra della Grottella"
Come raggiungere Copertino

 

Orari di apertura e SS. Messe

Ore 6.30 apertura
Ore 7.30 feriale e festivo
Ore 8.30 feriale
Ore 9.00 festivo (Grottella)
Ore 9.30 festivo (Ospedale)
Ore 11.00 festivo
Ore 12.00 chiusura
Ore 16.30 apertura
Ore 19.00 feriale e festivo (ore 19.30: ora legale)
Ore 20.30 chiusura

 

 

Cenni biografici


1603 (17 giugno): nasce a Copertino (Lecce), ultimo di sei figli, dal carradore Felice Desa e da Franceschina Panaca e, per singolari contingenze, in una stalla come Gesù e San Francesco d'Assisi.

1610: deve smettere quasi subito al scuola perché colpito da un tumore canceroso. Cinque  anni dopo guarisce miracolosamente nella Chiesa di S. Maria delle Grazie in Galatone (Lecce).

1620: entra in Noviziato dei Cappuccini di Martina Franca (Taranto), ma dopo otto mesi viene dimesso.

1621: è accolto dai Francescani Conventuali della Grottella (vicino a Copertino) come religioso addetto alle faccende del Convento.

1625: nascosto in soffitta, di notte studia dopo il duro lavoro quotidiano, destinato l’attenzione dei confratelli che lo fanno passare tra i chierici aspiranti al sacerdozio (19 giugno).

1627: (6 gennaio): dopo un felice esame, è ordinato Diacono a Nardò.

1628: (18 marzo): è ordinato sacerdote dopo aver superato gli esami, preparati con notti insonni, preghiera ardente ed impegno fortissimo (per questo gli studenti lo invocano come loro Protettore, particolarmente nel periodo degli esami). Esercita il sacro ministero a Copertino, confermandolo anche con azioni miracolose.

1630 (4 ottobre): nel giorno della festa di San Francesco d’Assisi viene trasportato in alto da un una forza invisibile. È l’inizio di una impressionante storia di voli e di estasi, che generano però fanatismo, sospetti ed accuse di messianismo presso il Santo Ufficio.

1638 (21 ottobre): è chiamato a Napoli su denuncia del Santo Ufficio, che poi, riconosciutane la piena innocenza, lo invia a Roma dal Superiore Generale dell’Ordine. Per "prudenza" viene allontanato dalla sua terra: ha inizio così la sua vita di "recluso obbediente", totalmente impegnato nell’amore di Dio e dei fratelli con la preghiera e la penitenza.

1639 (30 aprile): giunge ad Assisi, nel Sacro Convento di S. Francesco, dove rimane quattordici anni: riceve la cittadinanza onoraria della città; converte al cattolicesimo il protestante Gian Federico principe di Brunswich. Anche se con difficoltà a causa di speciali permessi possono andare da lui Prelati, Principi e persone umili.

1653 (23 luglio): per Ordine del Santo Ufficio viene trasferito nei Conventi Cappuccini della provincia di Pesaro a Pietrarubbia e poi a Fossombrone.

1657 (10 luglio): a mitigare la severità della segregazione viene fatto ritornare tra i suoi Confratelli Francescani Conventuali e così giunge al convento di S. Francesco in Osimo (Ancona), dove trascorre gli ultimi sei anni della sua vita. Entrando in convento esclama: "Questo è il luogo del mio riposo!".

1663 (18 settembre): alle ore 23,45 avviene il suo transito. Da quel giorno ad oggi, dopo la proclamazione della sua santità avvenuta con decreti del Papa nel 1753 e nel 1767, il suo corpo è esposto alla venerazione dei fedeli nel Santuario di Osimo a lui dedicato.

 

Reliquia del Cuore di S. Giuseppe da Copertino

Il Santuario San Giuseppe da Copertino

 

foto ingrandita: Santuario di San GiuseppeLa sua storia è legata a quella della Stalletta: strappata questa ai privati, l'amministrazione comunale di allora, per rispondere alle condizioni poste dal regio decreto di Carlo III di Napoli, si adoperò subito per costruire una chiesa dedicata al concittadino appena beatificato (1753). Per renderla possibile, fu necessario abbattere alcune casette circostanti, parte delle mura di cinta e anche la vicina chiesetta di San Salvatore.
La Stalletta fu inglobata nella nuova costruzione. Dopo la canonizzazione del Beato Giuseppe, avvenuta il 17 luglio
del 1767per decreto del papa Clemente XIII, vi fu la solenne dedicazione della chiesa al Santo. Circa un secolo dopo, nel 1872, il piccolo santuario, ormai meta di continui pellegrinaggi, fu ampliato con l'aggiunta dell'abside e del coro.

La Stalletta

All'alba del Seicento si verificò in Copertino un evento che, dapprima, nulla manifestò di straordinario: un bambino era nato in una stalla, ove la madre si era rifugiata per sottrarsi ai creditori del marito. I genitori del Santo dei Voli furono Felice Desa e Franceschina Panaca. Il padre, di mestiere carradore, era soprannominato "il castellano", perché dal marchese Pinelli aveva avuto la custodia del castello, fortezza della città. D'animo profondamente buono e generoso, pur non essendo ricco, sollevava le altrui miserie, fino ad avallare debiti contratti da altri. E proprio per il mancato pagamento di debiti non suoi, per sfuggire all'arresto, fu costretto ad abbandonare la propria dimora ed a rifugiarsi in un luogo di "immunità sacra".
Mamma Franceschina, donna austera e severa, fu molto intransigente nell'educazione dei figli. Il 17 Giugno 1603 Franceschina per sottrarsi ai creditori del marito si rifugiò in una piccola stalla e qui diede alla luce il sesto figlio cui fu posto il nome di Giuseppe Maria DESA.
Era il 17 giugno 1603. Il piccolo ebbe per culla la mangiatoia, per merletti le ragnatele, per ornamenti le canne sfilacciate del soffitto.
Dal padre Felice Desa e dalla madre Franceschina Panaca fu chiamato Giuseppe Maria: con questo nome venne
battezzato nella chiesa matrice, nello stesso giorno della nascita, dall'arciprete Don Delfino Fulino.
 Giuseppe nacque in una stalla come Gesù: segno profetico e simbolo di un futuro straordinario.
Giuseppe Maria aveva avuto i natali terrestri. Doveva però ancora nascere a Dio ! E la solerte mamma lo fece approdare al fonte battesimale della Chiesa Matrice di Copertino il giorno stesso della nascita, così come si evince dall'atto di battesimo ancora conservato.

La casa paterna

Casa paterna di San Giuseppe da Cop.Situata di fronte al Santuario ed alla stalletta, la casa paterna della famiglia Desa - Panaca è un monolocale a piano terra, umile e semplice. Oggi la casetta ha questa struttura: un timpano e un'iscrizione all'esterno; un altare e un quadro all'interno, che rappresenta mamma Franceschina sul letto di morte, assistita dalla figlia Livia e, miracolosamente, dallo stesso Giuseppe, che allora viveva segregato nel sacro convento di Assisi.

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Il Santuario della Grottella

 

A due chilometri dal centro abitato di Copertino, sorge il Santuario della Grottella, un antro scoperto da un pastore alla ricerca di un vitello smarrito.
Egli trovò dietro a un folto cespuglio, una Grotta sotterranea, sulla parete della quale era dipinta la Sacra Immagine di Maria, davanti la quale miracolosamente era inginocchiato lo smarrito vitello. Il ritrovamento misterioso della Grotta, soffocata dai cespugli, e dell'immagine della Vergine col Bambino, chiamò nel luogo una moltitudine di gente ed anche il Capitolo della Collegiata di Copertino, si recò a venerare la "Madonna della Grottella", come fu subito battezzata l'immagine. Nel 1577, mons. Cesare Bovio fece edificare l'attuale chiesa ad unica navata con tre altari per lato. Sull'altare centrale, realizzato da Antonio Donato Chiarello, nel '600 fu incastonato l'affresco ritrovato della Vergine.
Per interessamento del francescano copertinese p. Giovanni Donato Caputo, nel 1613 i francescani entrarono in possesso della Grottella e nel 1618 dettero inizio alla fabbrica di un convento che aggregarono a quello di San Francesco intra moenia. Tra i manovali vi era un quindicenne candidato alla santità, Giuseppe Maria Desa.
Sotto la protezione della "Mamma" della Grottella, Padre Giuseppe da Copertino avvia il suo ministero sacerdotale. Presso la Grottella fu più volte rapito in estasi davanti all'icona della Madonna.
Il convento fu oggetto della soppressione innocenziana nel 1652, ma un trentennio dopo fu riaperto e ingrandito.
Nel 1753 fu dotato della prima statua in cartapesta raffigurante San Giuseppe da Copertino e vennero costruiti eleganti altari barocchi ; sulle pareti della chiesa e del chiostro anonimi frati realizzarono interessanti opere a fresco. Inoltre, sul lato destro della chiesa fu realizzato un cappellone il cui altare è dedicato al Santo e contiene la prima cassa il cui furono deposte le sue membra. Il convento, soppresso per la seconda volta nel 1862, fu riaperto nel 1954 e sottoposto ad una lenta, ma graduale opera di restauro. Nella chiesa, ad un'unica navata coperta a volta, si possono ammirare interessanti opere d'arte tra cui una tela seicentesca raffigurante S. Antonio da Padova di Antonio Donato D'Orlando e pregevoli statue in pietra leccese. Tutto il complesso è passato alla storia col nome "la Grottella".

La cella del sangue

Situata sulla volta della chiesa della Grottella, è stata testimone delle durissime penitenze cui San Giuseppe da Copertina si sottoponeva.
Il primo biografo del Santo, Padre Nuti, nel 1655, visitandola, la trovò "piena di sangue da ogni lato" tanto che "nelle murature in qualche parte si vedeva il sangue attaccato in quelle della grossezza di mezzo dito, et il medesimo si vedeva sul pavimento". Testimoni dell'epoca e biografi antichi e recenti raccontano che San Giuseppe ricorreva spesso a digiuni e penitenze corporali atroci, usando vari strumenti di flagellazione.

La cappella di Santa Barbara

A circa 200 metri dal Santuario della Grottella, in direzione ovest, è ubicata la cappella rurale dedicata a Santa Barbara, probabilmente eretta nel '500.
Il culto di Santa Barbara era diffuso in Copertino: nella chiesa Matrice, tra le sculture del Seicento dell'altare della Madonna della Neve, è inserita la statua della Santa.
Essendo a breve distanza dal conventino della Grottella, la cappella di Santa Barbara era uno dei luoghi preferiti da fra' Giuseppe per la penitenza e la meditazione.
Lo stesso fra' Giuseppe confessava che "inizialmente si faceva la disciplina a sangue, due volte la settimana, la mattina all'uscir del sole".

 

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La Mamma della GrottellaVai all'inizio

Preghiera alla Madonna della Grottella

O Vergine e Madre della Grottella,
per te sale a Dio la lode della Chiesa.
Il tuo servo devoto San Giuseppe da Copertino
Immagine della Madonna della Grottella
ti ha venerata con tenerissimo amore
e ti ha invocata fiduciosamente per tutti i bisognosi e i peccatori.
Noi ci rivolgiamo a te,
Madre amorosa, per ottenere protezione per noi,
 le nostre famiglie, le nostre comunità, per tutti i fratelli di fede
e per ogni uomo.
Implora per noi da Dio la liberazione dal male
e l’adesione alla sua volontà.
Fa che edifichiamo, con il tuo aiuto, il Regno del Signore
nella giustizia e nella pace. Amen.

 

 

Come raggiungere Copertino


Il Comune di Copertino ha provveduto a far installare un'apposita segnaletica stradale per facilitare il collegamento tra la città e le principali arterie di comunicazione della provincia.
In particolare, le indicazioni sono state collocate sulla strada statale Lecce Brindisi , in corrispondenza dell'ingresso per Lecce, e sulle strade statali Lecce – Gallipoli e Lecce – Maglie;
il Santuario della Grottella si trova sulla sinistra, immerso nel verde, prima di entrare nel centro abitato di Copertino. Il Santuario di San Giuseppe da Copertino, dove è custodito il cuore del Santo, si trova invece nel centro storico della città di Copertino, in prossimità del Castello medievale e della Chiesa matrice.

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