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E'
Quaresima, l'auto resta in garage
In
preparazione alla Pasqua a Trento, un giorno alla settimana,
il mercoledì, i cattolici sono invitati al digiuno dalle
quattro ruote |
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Dalle Ceneri
alle polveri sottili. Nei mercoledì di Quaresima girano meno
automobili sulle strade trentine, ma non per l'ennesima
ordinanza mirata ad abbattere i livelli d'inquinamento. È la
conseguenza, visibile e vivibile, del digiuno che molti
cristiani dell'arcidiocesi di Trento hanno avviato in questa
Quaresima, «tempo di scelte evangeliche per essere più
liberi, meno schiavi dei nostri comportamenti».
Una conversione clamorosa - in una terra splendida ma sempre
più minacciata dallo smog anche nelle valli - che viene
lanciata per il primo anno dalla Commissione diocesana
Giustizia e pace con un invito alla riflessione:
«Constatiamo che l'automobile è diventata un mezzo che ci dà
molte possibilità, ma che è anche fonte di inquinamento, di
stress e, ciò che è peggio, strumento per sentirci persone
importanti, che sanno affrontare la vita, che riescono ad
essere davanti agli altri».
Ma perché proprio il mercoledì senz'auto (o con un uso
limitato)? Per esprimere in un giorno particolare di
Quaresima la rinuncia a questo strumento in modo
comunitario, «così da ricordare a tutti e a noi stessi,
quanto l'aria che respiriamo e l'ambiente in cui viviamo
siano importanti per noi e per i nostri figli».
Lo scrive la Commissione invitando a comunicare la propria
adesione al singolare digiuno con una mail (digiunodallauto@arcidiocesi.trento.it)
oppure per posta (via Barbacovi, 4, 38100 Trento) insieme ad
eventuali riflessioni. «In molti ci hanno già espresso il
loro gradimento o il loro interesse» - conferma don Rodolfo
Pizzolli, delegato vescovile per la pastorale sociale, che
sabato 3 marzo presenterà l'idea a Roma al seminario Cei:
«La parrocchia soggetto di responsabilità per il creato».
È anche una provocazione culturale - proprio in
contemporanea fra l'altro ad una mostra che al Museo d'arte
moderna e contemporanea di Rovereto documenta il mito
dell'automobile nel secolo scorso -- che non nasce però in
modo estemporaneo. «Già nell'autunno 2005 - spiega il
professor Emanuele Curzel - la nostra Commissione aveva
promosso assieme alle diocesi sorelle di Bolzano-Bressanone
e Innsbruck un percorso di riflessione sul traffico e
l'ambiente, impegnandosi a «concretizzare il rispetto per il
Creato e attuare maggiori rapporti di reciprocità con il
prossimo», a partire dalla riflessione «sul ruolo
dell'automobile nella nostra vita, sui costi umani e
ambientali che provoca il suo uso e il suo abuso». «Il
diritto all'ambiente è diritto alla qualità della vita e
alla salute» - aveva detto allora l'arcivescovo di Trento
Luigi Bressan che ha ripreso il tema anche mercoledì scorso
nella celebrazione delle Ceneri inserendo tra le forme di
«amore positivo alla società» anche l'impegno contro «il
deterioramento dell'ambiente, patrimonio dell'umanità anche
futura».
L'inedita forma di digiuno è stata mutuata dalla diocesi di
Innsbruck dove l'Autofasten (il vocabolo fasten
contiene l'idea di «tener fermo», «fare la guardia») è
praticato assieme alla comunità evangelica e alle autorità
locali: «Un modo concreto per dimostrare il distacco da
quelle che cose che ci sembrano necessità per dare valore e
spazio a qualcosa di più grande: la solidarietà con i
poveri, la fraternità, la preghiera, la ricerca della
giustizia, la salvaguardia del creato». Un gesto educativo
che si vorrebbe moltiplicato come stile di vita, per non
lasciare nel nostro ambiente «una scia di rifiuti e di aria
irrespirabile».
Da Trento Diego Andreatta
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