Cronaca di una giovane esperienza missionaria. (di fra Fabio Paciello)

 



 

Anche se dopo un bel pó di tempo, torno a farmi vivo in questa forma ormai divenuta consueta in questi mesi di permanenza qui in Venezuela. Ormai sta volgendo al termine la mia esperienza di Guanare e il prossimo 14 aprile dovrei passare nella comunitá di Pueblo Llano a circa due ore da qui, precisamente nello stato Mérida. In quest’ultimo periodo e cioé nel mese di marzo ho condiviso con P.Avilio (di questa comunitá) l’attivitá missionaria che lui svolge presso un paese, a circa 30 Km da Guanare, che si chiama Papelón e nei vari caseríos ( La Aduana, Corozo largo e Guayabal: “puro llano adentro”).

É stata un’esperienza bella, ma al tempo stesso a tratti faticosa. Infatti le strade che bisogna percorrere per raggiungere i vari caseríos sono proibitive, per non dire che fanno praticamente schifo: l’asfalto non c’é e laddove sta sarebbe stato meglio che non ci fosse stato. Credo che ci voglia una grande forza di volontá e un grande spirito missionario per vivere bene e con serenitá questo tipo di pastorale. I caseríos per chi non lo sapesse sono dei piccoli villaggi “dispersi” nelle immense pianure disabitate, dove la temperatura che raggiunge i 35-40 gradi ti fa passare quella poca voglia di vivere che c’é e dove la gente vive in condizioni non di estrema povertá, ma a dir poco precarie. In questi casi, di fronte alle situazioni che si incontrano, ci si sente davvero impotenti, perché ci si rende conto di quanta necessitá ci sia di qualcuno che porti anche solo la Parola di Dio. Di fatti, qui, il sacerdote quando tutto va bene arriva 1 volta alla settimana e non sempre per celebrare l’Eucaristia e la gente forse demotivata, forse svogliata, non partecipa nemmeno in quelle poche occasioni che si presentano; per cui accade che uno percorra chilometri e chilometri di strada infame per trovarsi di fronte a una chiesa vuota con 4-5 persone!

A Papelón (e dintorni) sono stato tutti i fine settimana del mese di marzo; in questi ultimi 9-10  giorni in compagnia di un volenteroso signore venezuelano di nome Darío abbiamo lavorato presso la casa di Eugenio ed Elisabetta (i volontari italiani dell’ofs che stanno qui a Guanare) per la “ricostruzione” delle stanze che nel mese di febbraio erano state colpite da un incendio. Abbiamo fatto un pó di tutto (naturalmente cose impensabili in Italia): nuovo “impianto elettrico”, installazione di un sottotetto di gesso, pitturazione delle varie stanze, ecc...

In questa settimana santa a differenza del tempo prenatalizio, sono rimasto qui in parrocchia al servizio del parroco: le processioni (con la Dolorosa il martedí santo, con il Nazareno il mercoledí e con non so che il venerdí) la fanno da padrone. Ma...come dice qualcuno, qui devo fare tutti i tipi di esperienza: que lastima!

Bene, mo basta, perché mi sono stancato e sta anche iniziando a fare caldo in questa stanza, per cui senza dilungarmi ulteriormente, auguro UNA FELICE E SANTA PASQUA A TUTTI.

A presto Fra Fabio

 

 

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